Miguel Angel Zotto y Osvaldo Zotto

Posted By Pietro on 16 gennaio 2010

Pubblicato su Facebook ieri alle 21.26

“Stamattina, al risveglio, dopo quasi tre giorni senza dormire, dopo aver ricevuto la notizia, mi son reso conto, infine, che non tornerò più a vedere Osvaldo ballare.

¿Come superare questo frangente, il più doloroso che abbia vissuto finora? ¿Come aiutare mia madre a superare questa situazione irreparabile? Che un figlio scompaia da questo mondo prima di sé è la cosa più pesante che possa accadere ad un essere umano.

Malgrado il dolore, sento che l’unico modo per mantener vivo il suo ricordo sia il preservare il suo lavoro artistico. Realizzare un film sulla vita di Osvaldo, chiedere a mia madre di esserne la protagonista, che balli nel film e che racconti di lui al pubblico, perché tutti possano conoscere la sua storia, i momenti più importanti della sua vita, quella che ha vissuto come un evento artistico.

Mia madre ha lottato tutta la vita nell’aiutarci a trovare la nostra strada. Si è sacrificata per darci una casa e riuscire a far sì che i suoi figli fossero “qualcuno” in questa vita. E c’è riuscita. Il nostro destino di artisti si realizza grazie a lei.

Perciò, perché il lavoro di Osvaldo, questo artista fondamentale per il tango, non vada perso, oltre a piangerlo, può essere ripreso, diffondendolo.

Questi film sarà il suo lavoro. Ci guiderà nel tragitto. E sarà il nostro angelo protettore per poterlo realizzare. Dovunque sia, di certo desidera essere ricordato mentre balla.

Ieri, nel cimitero, mentre ricevevo le condoglianze ed ascoltavo le offerte di aiuto da parte di chi si avvicinava a dare l’ultimo saluto a Osvaldo, e durante quell’applauso forte, partito da uno dei presenti e che si è prolungato per tantissimi minuti, mi son detto: “Questo non può essere l’addio. L’artista non può morire”.

Vorrei invitare tutti coloro che hanno condiviso con Osvaldo la sua dedizione, la sua passione per questa nostra danza ad accompagnarmi nella realizzazione di un film documentale che renda onore alla sua arte.
L’esperienza mi dice che l’ avvio di una produzione è costoso, richiede tempo, riunioni, sessioni di registrazione, ed in questo momento io non dispongo delle risorse per poterlo affrontare senza aiuto.

Il sostegno può essere espresso in qualsiasi modo: apporti di documentazione, foto, materiale d’archivio, video, e tutto ciò che possa agevolare la concretizzazione di questa realizzazione, anche la semplice diffusione dell’idea.

Miguel Angel Zotto”

(traduzione di Pietro Adorni – 16/1/2010)

Miguel Angel Zotto y Osvaldo Zotto

Pubblicato su Facebook ieri alle 21.26

Hoy al despertar, después de casi tres días de no dormir luego de recibir la noticia, finalmente comprendí que ya no volveré a ver a Osvaldo bailar.

¿Como superar este momento, el más doloroso que he vivido hasta ahora? ¿cómo ayudar a mi madre a superar la situación irreparable? Que un hijo se vaya de este mundo antes que uno es lo más duro que le puede pasar a un ser humano.

A pesar del dolor, siento que la única forma posible de mantener vivo su recuerdo es a través de la preservación de su obra. Hacer una película sobre la vida de Osvaldo, pedirle a mi madre que sea la protagonista, que baile en la película y que le cuente al público sobre él, para que todos puedan conocer su historia, los momentos más importantes de su vida, esa que vivió como un hecho artístico.

Mi madre luchó durante toda su vida por ayudarnos a encontrar nuestro camino. Se sacrificó para darnos un hogar, y lograr que sus hijos fueran “alguien” en esta vida. Y lo logró. Nuestro destino como artistas se cumple gracias a ella.

Por eso, para que la obra Osvaldo, este artista fundamental para el tango, no se pierda, además de llorarlo, se puede continuar con su obra, difundiéndola.

Esta película será su obra. Él nos va a guiar en el camino. Y será nuestro ángel protector para poder realizarla. Donde quiera que esté, seguramente quiere recordarse bailando.

Cuando ayer en el cementerio recibía las condolencias y escuchaba ofrecimientos de ayuda de parte de quienes se acercaron a despedir a Osvaldo, y durante ese aplauso fuertísimo iniciado por uno de los presentes, que se extendió durante interminable minutos, me dije: este no puede ser el adiós. El artista no puede morir.

Quisiera convocar a todos aquellos que compartieron junto a Osvaldo su dedicación, su pasión por esta danza nuestra, a que me acompañen en la realización de una película documental que haga honor a su arte.
Mi experiencia me dice que la puesta en marcha de una producción es costosa, requiere tiempo, reuniones, sesiones de grabación, y en este momento yo no cuento con los recursos para encararlo sin ayuda.

El apoyo puede manifestarse de cualquier manera: aportes de documentación, fotos, material de archivo, videos, y todo aquello que pueda facilitar la concreción de esta realización, incluyendo la simple difusión de la idea.

Miguel Angel Zotto

  • Share/Bookmark

About the author

Pietro

Comments

4 Responses to “Miguel Angel Zotto y Osvaldo Zotto”

  1. elisa scrive:

    Grazie, Pietro, per questa traduzione !
    Parole tenere…!!! (Io so cosa significhi perdere un fratello e come ci si sente nei confronti della propria mamma !!)
    Un abbraccio grande – Elisa :duck:

  2. Pietro scrive:

    Di nulla, Elisa. Son contento che ti sia piaciuto. :-)
    Un bacione,
    Pietro

  3. Doriana scrive:

    Pietro… come sempre,grazie!

  4. [...] >>> Lettera del fratello, Miguel Angel Zotto  [...]

Leave a Reply

  • Sidebar 3

    Go to Themes >> Widgets >> Sidebar 3 to add the widget of your choice or edit "main_sidebar".php.