Recuerdo….

Posted By Doriana on 1 luglio 2009

Il Tango non è una danza ma un’ossessione.
Per il tanguero è una parte della vita come mangiare e dormire.
Erotica e appassionata, inquietante e malinconia, che coinvolge non solo il corpo ma anche l’anima
..”

CARLOS  GAVITO


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Un po’ di allegria: Elmer!!!

Posted By Lucio on 29 giugno 2009


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Flò y Rod al Sentimiento Gaucho – Milano

Posted By Lucio on 21 giugno 2009

7 giugno 2009, al Sentimiento Gaucho milonga del domingo, Viale Jenner 67 Milano.

Video conventillero


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BANDONEÓN – Mario Benedetti

Posted By Pietro on 18 giugno 2009

Me jode confesarlo
pero la vida es también un bandoneón
hay quien sostiene que lo toca dios
pero yo estoy seguro que es troilo
ya que dios apenas toca el arpa
y mal
fuere quien fuere lo cierto es
que nos estira en un solo ademán purísimo
y luego nos reduce de a poco a casi nada
y claro nos arranca confesiones
quejas que son clamores
vértebras de alegría
esperanzas que vuelven
como los hijos pródigos
y sobre todo como los estribillos
me jode confesarlo
porque lo cierto es que hoy en día
pocos
quieren ser tango
la natural tendencia
es a ser rumba o mambo o chachachá
o merengue o bolero o tal vez casino
en último caso valsecito o milonga
pasodoble jamás
pero cuando dios o pichuco* o quien sea
toma entre sus manos la vida bandoneón
y le sugiere que llore o regocije
uno siente el tremendo decoro de ser tango
y se deja cantar y ni se acuerda
que allá espera
el estuche.
Mi rode confessarlo
ma anche la vita è un bandoneon
c’è chi sostiene che lo suoni dio
ma son sicuro che è troilo(*)
giacché dio suona appena l’arpa
e male
Sia quel che sia, è certo
che ci tende in un solo movimento purissimo
e poi ci riduce poco a poco a quasi nulla
e certo ci strappa confessioni
lamenti che son gridai
vertebre di allegria
speranze che tornano
come figli prodighi
e soprattutto come cori
Mi rode confessarlo
perché è certo che oggigiorno
pochi
vogliono esser tango
la tendenza naturale
è esser rumba o mambo o cha-cha-cha
o merengue o bolero o forse casino
alla peggio valsecito o milonga
paso-doble mai
ma quando dio o pichuco(*) o chiunque sia
prende tra le proprie mani la vita bandoneón
e le suggerisce di piangere o gioire
si avverte il tremendo onore d’esser tango
e si lascia cantare e neppure ci si ricorda
che là aspetta
la custodia.

BANDONEÓN – Mario Benedetti
(*) Pichuco: es el apodo de Aníbal Troilo el más nombrado bandoneoista del mundo. El Gordo “Pichuco” representa un pedazo de la historia no solo del tango, sino de la misma noche Porteña.
Traduzione: Pichuco è il soprannome di Aníbal Troilo, il più celebre suonatore di bandoneón del mondo. Il Gordo “Pichuco” rappresenta un pezzo di storia non solo del tango ma della stessa notte Porteña (le notti tanguere di Buenos Aires).

(traduzione libera di Pietro Adorni)

Florecia y Rodrigo – Desde el alma

Posted By Lucio on 12 giugno 2009

Ripresa video di Daniela Pedriali

Dopo la lezione, dura e faticosa per tutti, una piccola dimostrazione: asì se baila Desde el alma di Pugliese!



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Il Gloria di Mastropiero

Posted By Pietro on 9 giugno 2009

Il Gloria di Mastropiero

Mastropiero aveva vissuto a Roma, l’anima del mondo, a Parigi, il cuore del mondo, però si sentiva incuriosito da Buenos Aires. E che sorpresa ebbe, arrivando a Buenos Aires, nel verificare che i suoi abitanti si sentivano l’ombelico del mondo. Presto scoprì che la tanto menzionata arroganza degli argentini aveva i suoi alti e bassi. Infatti, a volte, si sentivano i migliori dell’America Latina, a volte però, si sentivano anche… i migliori del mondo. Richiamò la sua attenzione il loro orgoglio di avere il fiume più largo del mondo, la via più lunga, alcuni si vantavano perché i nani argentini erani i più alti. O la credenza diffusa che Dio fosse argentino e che quando il Signore aveva annunciato “Buenos Aires sarà la regina del Plata”, un coro di porteños s’era lamentato: “¿Come, di Plata? ¡Che sfiga, arriviamo secondi!”.

Nonostante tutto, Mastropiero si senti preso dalla musica di Buenos Aires. Quanto al tango, lo ignorava del tutto, non ne aveva mai composto uno, a differenza della sua prolifica produzione in altri generi musicali, che ugualmente ignorava. E colui che lo iniziò nel suo amore per il tango fu il famoso attaccabrighe e cantante degli arrabales, Celedonio Nicanor Compagnucci.

Pochi sanno che Mastropiero aveva vissuto un tempo a Buenos Aires. Durante il suo soggiorno aveva composto alcuni tango e si guadagnava da vivere suonando il piano in un locale dei bassifondi frequentato da persone promiscue, ambigue e donne di strada. Lavorava in quella tana tre volte la settimana finché non poté più resistere, e cominciò ad andarci tutte le sere. Allora sì che non potè più resistere. Dimagrito ed ammalato, partì da Buenos Aires verso l’Italia.

Allo sbarco lo aspettava il cardinale Gemelli per invitarlo a suonare in Vaticano quella stessa sera. Già nella carrozza che li trasportava, il cardinale gli chiese: “Mi dica, maestro, ¿ha con sé qualche partitura di musica sacra per il concerto di questa sera, qualche Alleluja di quelli che lei soleva comporre con tanta con tanta devozione o un Credo o un Magníficat? In latino, è chiaro……”. Mastropiero si turbò. “¿Per questa sera? Bene, vediamo, mi lasci pensare… ¡Ah!, guardi, sí, ho con me un Gloria… ho un Gloria, che sarebbe molto adeguato, credo…”.

Ma la verità era un’altra. Nella sua borsa aveva solo i tango che aveva composto a Buenos Aires. Appena arrivati in Vaticano, Mastropiero modificò in fretta una delle sue partiture, aggiunse come potè il testo in latino, consegnò le parti ad ogni musicista e l’eseguì di fronte al Sínodo. L’impatto nei vescovi fu tremendo. Mastropiero fu scomunicato immediatamente. Le guardie svizzere gettarono dalla finestra le partiture, gli strumenti… e il compositore. E, ancora una volta, l’impatto fu tremendo.

Questa è la storia di quel che è successo così come la si conosce ufficialmente. Ci troviamo, una volta in più, di fronte ad un evento della vita del compositore in cui la sua personalità fragile e le circostanze che lo attorniano, lo conducono ad un altro insuccesso. Comunque, anche questo aneddoto mette in luce il prestigio di Mastropiero nella sua epoca: non tutti i compositori possono vantare d’esser stati invitati a suonare in Vaticano.

Qui di seguito è trascritto il “Gloria” di Mastropiero così come fu eseguito dal compositore davanti ai vescovi nella sala delle udienze del Vaticano.

Coro:
Gloria, Gloria, Gloria, Gloria.

Solista:
Gloria, Gloria.

Coro:
Gloria Deus.

Solista:
Gloria García.

Coro:
Gloria Deus.

Solista:
Gloria mía, cosita lindum. Ricordo primus giorno che vidi Gloria tra molieribus, io vidi Gloria nell’omnibus.
Alma mater, mamma mia, una Gloria…

Coro:
Gloria, Gloria.

Solista:
Gloria habeas corpus, habeas un corpus magnificat. Gloria stabat bona, plus que bona. Gloria stabat bona, ¡rebona! Capelli longui et fini, cutis angelorum, oculi divini, labius seductorum, pectorem turgenti et in saecula saeculorum.

Vidi Gloria sul sedile dell’ómnibus. Mi appropinquai per farle il versiculum. ¿Posum sedermi con lei?

Coro:
¿E che fece Gloria?

Solista:
Gloria… “curri-culum”. Lei volle andare al cinema sine qua non, dopo fummo ipso facto a casa di questa femminona.
A priori parlatur, danzatur a priori. A posteriori osculatur et facemmo amorem. Facemmo amorem a priori ¡e a posteriori!

(traduzione libera di Pietro Adorni)

 

Del sitio web http://www.mastropiero.net/

I red-attori del Conventillo

Posted By Lucio on 7 giugno 2009

Ripresa video di Ermano Di Pierno

This text will be replaced

Spazio 156 – Mestre

Posted By Lucio on 7 giugno 2009

A Mestre c’è una Milonga di classe, lo Spazio 156. Se capitate da quelle parti vale la pena farci un salto. Tutte le info e gli appuntamenti li trovate sul sito dell’associazione Fattiditango.

venezia_033.jpg venezia_034.jpg venezia_028.jpg venezia_041.jpg

Il Brolo (Vi) – Milonga al campo

Posted By Lucio on 7 giugno 2009

venezia_022.jpgSiamo andati a ballare al Brolo, vicino a Vicenza (e aspettiamo che Lucia o Emanuele ci dicano esattamente dove perchè non ce lo ricordiamo), una milonga all’aperto con tanto di laghetto per la pesca sportiva e ristorante niente male. La pista è in cemento lisciato ma tutto sommato si riesce a ballare.  Con 20 € si ha diritto a cena (ottima), ingresso in milonga e consumazione al bar. Ideale per le calde serate d’estate, soprattutto se la compagnia è di quelle giuste Smile
venezia_024.jpgGrazie a Lucia e JumpingPaolo Grin e ai loro allievi e a Emanuele e Donatella che ci hanno scarrozzato per le campagne vicentine regalandoci una serata speciale.

Qui un paio di video della milonga.

Te extrañamos, Mario…

Posted By Flavia on 18 maggio 2009

mario_benedetti1

Mario Benedetti (14.09.1920 – 17.05.2009)

photo by vaca maldita (CC Attributions)

Las dos orillas del Río de la Plata lloran tu partida de este mundo de lunáticos feroces y de locos tranquilos.
(Le due sponde del Río de la Plata piangono la tua partenza da questo mondo di lunatici feroci e di matti tranquilli)

Ieri Mario Benedetti, scrittore e poeta uruguaiano, ci ha lasciati all’età di 88 anni. E’ stato uno dei più grandi rappresentanti della letteratura ispanoamericana. La sua poesia, la sua prosa hanno accompagnato molte generazioni, hanno scandito la musica dei tempi, hanno percorso le nostre vene.

Ho voglia di ricordarlo con una sua bellissima poesia intitolata BANDONEON. (dalla raccolta Cotidianas)

Per ora non ve ne presento una traduzione. Vorrei che cercaste di sentirla dall’originale, senza filtri. Lasciatevi andare come lo fate quando ballate il tango!

BANDONEÓN

me jode confesarlo
pero la vida es también un bandoneón
hay quien sostiene que lo toca dios
pero yo estoy seguro que es troilo
ya que dios apenas toca el arpa
y mal

fuere quien fuere lo cierto es
que nos estira en un solo ademán purísimo
y luego nos reduce de a poco a casi nada
y claro nos arranca confesiones
quejas que son clamores
vértebras de alegría
esperanzas que vuelven
como los hijos pródigos
y sobre todo como los estribillos

me jode confesarlo
porque lo cierto es que hoy en día
pocos
quieren ser tango
la natural tendencia
es a ser rumba o mambo o chachachá
o merengue o bolero o tal vez casino
en último caso valsecito o milonga
pasodoble jamás
pero cuando dios o pichuco o quien sea
toma entre sus manos la vida bandoneón
y le sugiere que llore o regocije
uno siente el tremendo decoro de ser tango
y se deja cantar y ni se acuerda
que allá espera
el estuche.

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